domenica 30 marzo 2008

Universal Studios Japan

Gli Universal Studios in Giappone sono il più gigantesco parco attrattivo di tutto il paese e ogni giorno contano migliaia di turisti. E' un parco fantastico meglio ancora del Tokyo Disneyland ma pochi all'infuori dei giapponesi lo conoscono infatti al parco non ho visto nessuno straniero all'infuori di me stessa ;-)

La prima cosa che si vede all'entrata a sinistra degli Universal Studios è il gigantesco globo che appare sempre nei film in televisione, in realtà non è poi cosi tanto grosso ma fa comunque impressione. Subito dritto ci sono le casse sopra le quali si intravedono delle gigantesche nonchè spaventosissime montagne russe altissime con curve mozzafiato, superveloci, altissime e con discese da paura totale.


Il resto del parco è un susseguirsi di attrazioni prese dai film, c'è Jurassic Park con ristorante a tema con tanto di scheletro enorme del t-rex che fluttua dal soffitto, dove noi abbiamo mangiato un t-rex burger e che sembra la copia esatta della sala ristorante dove nel film mangiavano i personaggi, fuori l'attrazione ha lo stesso grandissimo portale e ci si muove sulle stesse macchine che sfilano dentro al parco su rotaie elettriche ^^






Un altra attrazione che però a me non ha entusiasmato molto, anche se gli attori sono senz'altro bravi, è Waterworld.
In un grande anfiteatro dove ci si siede stando attenti a non bagnarsi (nelle prime file distribuivano degli impermeabili usa e getta) davanti agli spettatori in una grande vasca d'acqua tipo dove si va a vedere orche e delfini, viene raccontata da alcuni bravissimi attori la storia di Waterworld, con cattivi, inseguimenti, tuffi, rapimenti della bella di turno, moto d'acqua e altro.
Non poteva mancare la cittadina di Amity, chi non conosce la piccola cittadina dello squalo Jaws ? ogni dettaglio è molto simile, baracche da pesca, barchette, il porto, e lo squalo enorme sui 7 metri che divora le barche con su i turisti nel giro che viene fatto dopo almeno un ora di attesa.
Naturalmente al porto del paesino non manca nemmeno un enorme squalo di gomma appeso a una gigantesca impalcatura a mo di trofeo di pesca, vicino al quale tutti i turisti quasi esclusivamente giapponesi, si fanno fotografare con la testa in bocca al pescione (anche noi).


Tra sbuffi di fumo e spruzzi di acqua salata la enorme testona di Jaws esce all'acqua pronta ad addentare selvaggiamente la barca dove ci siamo anche noi ! WOW elettrizzante.
Naturalmente è pieno di posti dove mangiare e uno dei più carini è un bar drive in ambientato anni 50 con tanto di macchine parcheggiate alla maniera del film Fonzie.


Tra le varie attrazioni dive siamo stati, c'er anche ET, a bordo di bidoncini si gira un bosco fantastico, più adatto a dei bambini e piuttosto noioso.
Spiderman invece era molto bello, sempre a bordo di strane macchinine si vaga a velocità supersonica per la città ma il bello è che non si capisce nemmeno in che posizione si è se dritti o testa in giù, mentre l'uomo ragno tira ragnatele per ogni dove evitando però le navette sulle quali state seduti ^^
Il parco è veramente immenso tanto che è diviso per zone, ci sono quartieri dove si mangia, quartieri solo di negozi e attrazioni con negozietti a tema, spazi per i più piccini (non molti in verità) e altre cose.
Ci sono persino due grandi negozi Hello Kitty con la gattina al esterno in versione pianta tagliata e infiocchettata, al interno una marrea di vestitini per bimbi piccoli e adulti dai prezzi devo dire, carissimi. Ogni negozio è a tema, trovate quello di costumi di Guerre Stellari riconoscibilissimo dalel armature bianche dei soldati dell'impero, a quello di Spiderman dove comprare persino box in metallo decorate ripiene di cioccolatini a forma di ragno, a negozi dove ci sono bento speciali che nontrovate in nessuna parte del Giappone (io me ne sono comprato uno di Stich che ho pagato caro ma che ne valeva la pena), abitini per neonati, dociumi e ogni tipo di gadget che possiate immaginare.
Se vi piacciono i parchi di divertimento, fate una gita a Osaka e andate agli Universal Studios, glissate amabilmente Tokyo Disneyland ^^

sabato 29 marzo 2008

i konbini (mini market)

Mangiare in Giappone non è caro affatto come si crede, anzi ci sono un sacco di ristoranti tipici che costano come mangiare da McDonald cioè circa 10 euro a testa, supermercati tipo i nostri e mini supermarket aperti 24 ore su 24 (ne avevamo uno a 1km da casa) che si chiamano konbini.

In questi mini supermarket si trova di tutto, una vasta scelta di onigiri, bevande calde e fredde, dolci fantastici sia tipici che non e torte pannose alla fragola tutte in monoporzione, uova sode, (anche in confezione singola) panini, cibi fritti, cibi liofilizzati, giornali e fumetti, piccole cose di biancheria, cerotti e kit per pronto soccorso e molto altro.

Fuori ci sono sempre almeno 5 o 6 bidoni per riciclare i rifiuti con etichette e disegni a prova di citrullo anche se non si sanno leggere i kanji. Dividono tutto, bottiglie, tappi, lattine, plastica, carta, riviste e giornali e altri rifiuti.

Io vado matta per gli onigiri al salmone tondi e la bottiglia di the che vedete in foto, sta nel frigo delle bevande calde, sa di buon the nero col latte ed è alla temperatura giusta, una delizia, li compro e me li bevo ogni volta che usciamo da casa e spesso ne faccio scorta da bere anche magari di notte che fa sempre freddo.

il matrimonio di Kenji e Ayano

Il 29 marzo 2008 il fratello di Sampei, Kenji, si sposa con Ayano e noi per l'occasione siamo stati invitati in Giappone in tempo per il loro matrimonio, prima della partenza dall' Italia la mamma di Sampei mi ha chiesto cosa avrei portato per vestirmi, due o tre cambi che lei poi dovrà approvare, in caso non le piacesse nulla lei mi comprerà un kimono .... oddio !!!
Il posto scelto per tutta la cerimonia e il pranzo è sul mare. Il giorno del matrimonio siamo tutti in subbuglio a casa della mamma di Sampei, ci svegliamo tutti presto e corriamo a lavarci e vestirci, mentre mi sto vestendo la mamma di Sampei viene nella casetta a fianco alla sua dove temporanemanete viviamo noi e mi chiede che cosa indosserò, io le mostro cosa ho portato e lei approva un paio di pantaloni e giacca scuri con camicetta lilla e arancio, Sampei indossa un abito scuro, lei un kimono e il suo accompagnatore, il signor Kitahara un abito scuro.
Appena siamo tutti pronti saliamo sulla macchina e ci dirigiamo verso la costa, ci vuole un oretta per arrivare, il matrimonio si tiene sul mare in un posto che per me è molto strano, a prima vista da fuori sembra di dover entrare in una casa funeraria, tutta lucida, marmorea, nera grigia e beige, troppo seria come costruzione ma piuttosto inaspettatamente elegante all'interno.
All'entrata un cartello annuncia il matrimonio di Kenji e Ayano nella cappella al piano di sopra, noi che siamo arrivati come d'obbligo molto in anticipo (sono solo le dieci e il matrimonio è a mezzogiorno) veniamo fatti accomodare in una saletta riservata ai genitori e parenti dello sposo a fianco di una saletta identica risrvata ai parenti della sposa. Una hostess gentilissima ci offre da bere succo d'arancia o champagne, io sono cosi agitata che bevo solo succo d'arancia e continuo a guardare attorno.
Sono tutti vestiti eleganti: Sampei ha un costoso abito scuro firmato, sua madre indossa un kimono nero con obi dorato e disegni di aironi dorati, geta dorati e perle tra i capelli (analogo al abito che indosserà la madre della sposa come scopro dopo), io ho un tailleur scuro giacca e pantaloni e una camicetta colorata.
Tutti gli altri sono vestiti con colori scuri e tutti simili. Ci raggiungono gli zii e i due cugini di Sampei anche loro vestiti eleganti poi arrivano i genitori della sposa, il papà indossa un completo con la giacca con le code, la mamma ha un kimono simile alla mamma di Sampei e anche lei ha qualcosa che luccica tra i capelli.
Dopo un pò veniamo indirizzati alla cappella al piano di sopra, una stanza non molto grande nella quale stanno circa 80 persone. Sopra degli scalini uno strano altare trasparente che sembra quasi non esserci, dietro un prete europeo che parla e traduce dal giapponese al inglese. Lo sposo è già in attesa sui gradini davanti all'altare. La funzione inzia, le tende si aprono rivelando per tutta la larghezza della sala una visione straordinaria del mare e della costa ed entra la sposa.
La funzione è simile a quella in Italia con quasi le stesse formule, il padre della sposa a braccetto la accompagna come da noi al cospetto dello sposo e dopo la firma dei documenti gli sposi scendono ed escono dalla cappella, dopo di loro tutti li seguono di sotto e fuori dalla costruzione per il lancio del riso ... eh si lo fanno anche qui.
Quando arriviamo fuori loro non ci sono ancora, arrivano dopo una manciata di minuti.
(qui a lato il papà e la mamma di Ayano e gli sposi in uscita).
Io e un altra persona veniamo scelti per un compito speciale: dobbiamo reggere in mano due coni giganteschi che tramite una cordicella scoppiano facendo volare sugli sposi una pioggia di coriandoli argentati e dorati per buona fortuna. Poco dopo mentre gli sposi si eclissano, gli invitati vengono accompaganti in un grande salone dove 10 tavoli da 8 persone ciascuno elegantemente apparecchiati sorprendentemente all'occidentale attendono i commensali.
Ogni tavolo ha un mare di posate, piattini anche per il burro, tripli bicchieri, cosi tanti che io non sono sicura di riuscire a non fare brutte figure.
Un cameriere nel frattempo fa il giro dei tavoli con un magnum di Veuve Cliquot e lo versa nei flute, solo un bicchiere a testa.
Non so con che criterio qui siano disposte le persone, di solito in Italia c'è un tavolo grande centrale con gli sposi e i genitori, poi altri tavoli vicino coi testimoni, gli amici stretti, le persone importanti e gli altri, qui i tavoli sono tutti uguali tondi ciascuno con le sue otto persone e un tavolo rettangolare contro al muro ospita gli sposi, tutti sono vestiti simili e tutti che chiaccherano in ordinato brusio.
Le portate come scopro presto somigliano alle nostre dei ristoranti a cinque stelle e manco a dirlo il riso manca in tutte !
C'è sia la carne che il pesce e non mancano neppure un esercito di dolci vari a buffet tutti buonissimi, ai quali dopo un pò segue la torta degli sposi, alta a tre piani ricoperta di panna e fragole.
Durante il pranzo gli sposi e in particolare la sposa si cambiano due volte, Ayano rientra nella sala ristorante poco prima del dolce con un abito vaporoso rosa e borsina a cuore decorata da rose rosa.
I cambi d'abito di Kenji non si vedono più di tanto ma anche lui cambia piccoli dettagli tipo la cravatta, un cappello da cuoco per servire il dolce o il fazzolettino da taschino.
Tra gli invitati ci sono ex professori del liceo di Kenji, capiufficio e colleghi di lavoro, persino il vecchio maestro di Sampei che parla benissimo inglese e mi vuole conoscere. Ci sono anche parecchi amici di entrambi gli sposi.
E' stato un matrimonio incredibile un pò strano anche.
Verso la fine del pranzo attorno alle 14.30 gli sposi si sono messi su un palco per ringraziare tutti e in specialmodo i rispettivi genitori che li hanno raggiunti e ai quali è stato donato un mazzo di fiori, gli sposi avevano pronto un discorso per i loro genitori ma nel dirlo sono scoppiati a piangere, non so perchè ma io mi sentivo in imbarazzo, gli invitati hanno applaudito e dopo un pò tutti hanno cominciato ad uscire per tornare a casa.
Nell'ingresso della costruzione gli sposi hanno distribuito come ricordo oltre alle "bomboniere" che avevamo già ricevuto, una coppia di hashi (bastoncini) per ogni persona.
La bomboniera consisteva in un paio di piatti fondi blu colore del mare con cucchiai coordinati il tutto firmato Givenchy, una bottiglia di sakè e uno strano pane dolce colorato e buonissimo.

Ecco alcune delle portate che abbiamo mangiato e il pane speciale dolce della bomboniera al gusto fragola e thè verde.


Un piatto di pesce e verdure, uno di carne, un insalata con fetta di salmone crudo e dolci vari


Giustifica

elettrodomestici

Una stranezza del Giappone è il fatto che gli elettrodomestici spesso non sono come i nostri.

Si pensa che essendo uno dei popoli più industrializzati e dotato di una tecnologia d'avanguardia utilizzino le stesse cose che abbiamo noi invece complici usi e costumi diversi ci si ritrova in cucina con alcune stranezze.

La foto sopra mostra un classico fornello, non esistono quelli da incasso, almeno qui a Shizuoka, sono grossi, pesanti si appoggiano sopra il mobile cucina e hanno solo due fuochi. Il cassettino serve per fare il pesce o la carne alla griglia ^___^

La foto sotto invece mostra una .... avete indovinato ? no ? beh, è una lavapiatti !

è grande quando un nostro forno a microonde e lava ... beh, poco, 4 piatti, 4 bicchieri e un pentolino non molto di più e naturalmente non è da incasso ma sta sopra il piano di lavoro esattamente come un qualsiasi elettrodomestico. GOSH !

Il fatto è che qui nessuno usa la lavapiatti, tutti lavano a mano ed è per questo che i bento box non sono fatti per essere lavati in lavastoviglie si rovinano. Qui tutti usano acqua e sapone delicato, l'acqua è molto meno calcarea della nostra e quindi un altra stranezza x noi è che qui difficilmente si trova l'acqua in bottiglia, la gente beve quella di rubinetto o quella di fonte, la mamma di Sampei ad esempio va a prendere l'acqua con le taniche a una fonte non so dove e usa quella per bere a tavola mentren per la rice cooker usa tranquillamante quella di rubinetto.

sayounara

il wc giapponese

Una delle cose più buffe per cui sono subito impazzita è il wc giapponese ^___^
Abituati alle cose comodose, i giapponesi non hanno dei semplici waterr come i nostri ma delle cose superrcomputerizzate ed extracomode con un sacco di gadgets e li hanno dappertutto, nelle loro case, dal benzinaio, in areoporto, praticamente io non ho mai visto un wc normale.

A seconda del modello più o meno gadgetizzato corrisponde un prezzo più o meno alto ma di norma le cose di base sono:

- asse riscaldata visto che in marzo aprile fa parecchio freddo di notte


- getto di acqua per lavare davanti
- getto di acqua per lavare dietro
- aria calda per asciugare
Una cosa che ho notato subito è che non sono cosi semplici da usare come si crede, servono qualche tentativo, io sarò forse scema ma la prima volta a casa di mia suocera ho dovuto chiamare il mio compagno per chiedergli come diavolo potessi fare a trovare lo sciaquone in mezzo a tutti i vari bottoni !
Naturalmente il WC non è nel normale bagno di casa come da noi ma in una stanzetta a parte di circa un metro. Una cosa per me sorprendente è stata vedere e usare un bagno da un benzinaio, è stata la prima cosa che ho visto nel viaggio verso casa da Tokyo verso il Fujisan. Durante il viaggio che ci portava a casa di mia suocera ci siamo fermati per fare benzina e io ne ho approfittato per andare in bagno. A parte la pulizia che sembrava meglio di quella di casa c'erano un sacco di cose che spesso servono ma che di solito non ci si porta dietro, (notate nella foto la bustina rossa di Hello Kitty che contiene la mia macchina fotografica) fazzolettini di carta, ovatta, confezioni di spazzolini usa e getta con dentifricio, spazzole usa e getta, cotton fioc. Il pavimento era di legno chiaro e non c'era una macchia di sporco o di bagnato, il rotolo di carta era nuovo e tutto era in ordine perfetto. Quando ne ho parlato al gestore spiegandogli che io da italiana ne ero rimasta sorpresa, lui se ne è uscito con una risata e mi ha detto che li è sempre cosi, i giapponesi non sporcano e non rubano le cose che trovano, usano solo quello che gli serve e lasciano il resto per gli altri.
Sorprendente non trovate ?

giovedì 27 marzo 2008

casa a Shizuoka

La famiglia di Sampei vive a Yaizu nella prefettura di Shizuoka, un paese piuttosto grande sul mare, con suo porto, una base militare, un sacco di negozi di ogni tipo, una ventina di 100 Yen Store, ristoranti, scuole, asili ...
C'è quasi sempre un venticello birbone dato che il paese è in larghezza e non in altezza infatti nessuna costruzione supera i due, tre piani ma l'aria non innervosisce anzi contribuisce non so come a creare un atmosfera di calma e aria pulita, nessuno smog nonostante le molte macchine che rispettano tutte i limiti di velocità.
La mamma di Sampei, possiede due case gemelle, una bianca e la seconda color mandarino (foto) di cui usa il piano terra per lavoro (fa la massaggiatrice).
La casa bianca dove vive stabilmente la mamma di Sampei è uguale a quella arancione a parte la parte sopra che è più grande perchè comprende una parte sopra al garage che corrisponde alla sua camera, davanti alla quale c'è un altro spazio per far dormire qualcuno.
Salendo le scale ci si trova in un piccolo studietto in fondo al quale c'è la vecchia camera dei due fratelli, praticamente il sopra qui è diviso in quattro stanzette.
Sotto c'è l'ingresso, la prima stanza tatami dove vive il cane Yamato, la cucina, la zona bagno con zona vasca separata. Nel corridoio davanti alla cucina c'è la stanza col washlet.
La casa mandarino dove stiamo noi si invece compone come la gemella di due stanze al piano sotto, di cui una tatami per salotto, la cucina con zona dove si mangia, il bagno annesso diviso in antibagno con zona lavabo e lavatrice e zona vasca. La zona wc col washlet è nel corridoio pochi passi prima.
Al piano sopra tutto moquettato c'è una ampia zona tutta unita coperta da tappeti morbidi, adibita a camera da letto dove noi abbiamo due futon supermorbidi che la mamma ci ha preparato appena siamo arrivati, lo spazio è la metà del sopra della casa bianca.

zona col lavandino e lavatrice
zona doccia
Il bello della zona vasca è che è tutta piastrellata così che ci si può spruzzare e fare casino fin che si vuole, in Giappone è normale, uno scarico nel pavimento toglie l'acqua della doccia e una volta puliti ci si può immergere nella vasca che sembra piccina ma che in realtà può ospitare anche due persone sedute ed è piuttosto fonda, dotata di un coperchio in acciaio che tiene l'acqua caldissima per tutte le persone che desiderano fare il bagno.
Siccome l'impianto della casa bianca si è rotto la mamma di Sampei si lava qui, di solito prima di noi.
La stanzetta wc ha il suo bel washlet con mille bottoni e un piccolo lavandino per sciacquarsi le mani, una finestrina minuscola per cambiare l'aria. La cucina è piccina ma con tutto quello che serve a un giapponese. Lo strano è che non è dotata di cappa aspirante ma di una finestra. Nel frigorifero noi mettiamo gli onigiri che ci compriamo al konbini per gli attacchi di fame improvvisa. Sopra al frigo c'è un microonde che non abbiamo mai usato anche perchè non abbiamo mai cucinato, eravamo sempre da sua mamma nella casa di fianco o in giro per ristoranti, in viaggio per Osaka o altrove.

cucina (casa mandarino) con zona pranzo

zona futon a sinistra
zona futon a destra
La nostra zona notte era davvero grande e non mancava in un angolo la zona "tempietto" con le foto dei nonni di Sampei dove sua madre va a dedicargli dei pensieri ogni tanto.
Il pavimento di entrambe le casette è in legno in tutta la casa ricoperto qua e là da tappeti, le stanze sono molto luminose ma le finestre sono tutte dotate di pesanti tende cosi che se si vuole buio basta tirarle e siccome a 5 metri da casa c'era un torrentello di notte è bellissimo perchè si sente l'acqua scorrere. La prima notte io non lo sapevo e credevo piovesse ma la mattina ho visto il torrentello tutto contornato di ciliegi che erano tutti fioriti in mille nuvole rosa.
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